SANTA MARIA DELLE ASSI – Lauda polifonica – Angelo Nocent

A SANTA MARIA DELLE ASSI NEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

Santa Maria delle Assi, il popolo di Monte Cremasco che da secoli ti venera nel piccolo santuario dedicato al tuo nome, oggi si unisce a te per invocare sulla nostra comunità, il dono dello Spirito del tuo Figlio Gesù.

Madre della Chiesa nascente, ottieni ai credenti di ogni età il risveglio dei carismi nelle multiformi funzioni, per l’unità comune (1Cor 14, 2-6).
Ora che il Papa ci sprona a portare il Vangelo della Gioia nelle periferie esistenziali, aprici le vie, prendici per mano.

ALLA MADONNA DELLE ASSI NELL’ANNO GIUBILARE DELLA MISERICORDIA 2016

ECCO IL TESTAMENTO:

“Donna, ecco tuo figlio” – “Giovanni, ecco tua madre”

Gv 19, 26-27

LAUDA POLIFONICA
CONCERTO DI CAMPANE
PER UNA SACRA RAPPRESENTAZIONE

Eseguibile sulle note di “Dell’aurora tu sorgi più bella)

RITORNELLO

Tu sei, per testamento, / la Madre della Chiesa.
Vieni a sciogliere i nodi / di tante nostre schiavitù. 2 volte

oppure

Entra nella mia casa, / Donna che tutto puoi. / Vieni a sciogliere i nodi, / o Madre dell’umanità.

1 Siamo qui, o Regina del Cielo / come figli sbandati ai tuoi piedi. / Oggi il Popolo Santo di Dio, / chiede aiuto, conforto, pietà.

2 Tu, la prima credente, obbedisci / al disegno di Dio sulla Storia. / Sei la guida di noi pellegrini, / sei modello che incarna Gesù.

3 Tradizione remota e costante, / ti considera Mystica Rosa / dei muccesi e dei tanti cremaschi / che da secoli vengono qui.

4 La fanciulla orante ai tuoi piedi / rappresenta ciascuno di noi /
che ha bisogno di luce, di pace, / di trovare di nuovo Gesù.

5 Dalla croce Gesù, il tuo Figlio, / ti ha slegato per sempre le mani. / Ora puoi dispensare favori / e parlarGli di ognuno di noi.

6 Genitrice del Figlio di Dio, / ora generi al mondo le membra;
ci fai tralci di Cristo, la Vite. / Non possiamo far senza di te.

7 Nel Cenacolo siedi regina: / tu presidi alla Chiesa nascente.
Se alle Assi intercedi con noi / qui lo Spirito Santo agirà.

8 Grande dono alla Chiesa e al mondo, / protezione, baluardo, sostegno, / Tu, Maria, ci sei necessaria: vieni a stare ogni giorno con noi.

9 Dio ha posto sul nostro cammino / una Donna vestita di sole:
è Maria, la guida sicura; / più sostegno di questo non c’è.

10 Quanta sete nel povero cuore…/ tanta fame di Dio tra la gente…
Quel tormento dei nostri ragazzi…/ che ci chiedono felicità.

11 Noi si vive tra sogni e chimere, / delusioni, frastuoni, tempeste…
Preferiamo star dietro le quinte, / non esporci al rischio Gesù.

12 Tu conosci le nostre tragedie, / tanti cuori in preda ai sussulti;
non è bello morire a vent’anni… / Perché, o Madre, accade così?

13 Con parole e carezze di madre, / ci sospingi a prendere il volo,
testimoni del Figlio risorto, / ma il coraggio vien meno, non c’è.

14 Come fanno i nostri bambini / dopo lunghe rincorse sui prati,

/ ci sdraiamo ansimanti sull’erba / per posare lo sguardo su te.

15 Sei la donna più bella del mondo, / hai negl’occhi la Luce Divina.
Assediati da tante paure, / ci fa bene parlare con te.

16 Oggi, Santa Maria delle Assi, / siamo qui a deporre ai tuoi piedi
i propositi di conversione, / a invocare la tua carità.

17 Un pittore di grande talento / t’ha stampato uno sguardo accogliente;

/ Chi fa sosta, si trova a suo agio: / può parlare a lungo con te.

18 O Maria, non faccio per dire: / ho peccato, ho tanto peccato!
Ma se metti una buona parola / il perdono per me ci sarà.

19 Tra le folte cortine di verde, / proprio in riva al canale Bacchelli,
luogo santo di culto mariano, / le campane invitanti son tre.

20 Chi si ferma a deporre le pene / prende fiato, ossigena il sangue.
E’ più facile poi proseguire, / pesa meno il fardello con te.

21 O Madonna di Monte Cremasco, / il sacello a te dedicato,
all’inizio struttura di assi, / oggi svetta, orgoglioso di te.

22 Santuario a lungo conteso / col vicino Palazzo Pignano,
qui da secoli accorre la gente / mette un cero, il suo peso… e poi va.

23 Corse voce che ad una fanciulla / apparisti per dire qualcosa.

Non ha nome né volto né storia. / Ma che bello fidarsi di te!

24 E del resto, tu parli ogni giorno / dentro il cuore, da vigile madre,
premurosa, attiva ed insonne. / Per chi crede, il miracolo c’è.

25 A noi piace vederti sul trono, / con in braccio il Bambino e una rosa;

/ ma per noi tu sei mamma, una sposa, / come tante ragazze di qui.

26 Non hai più nostalgia del paese, / del profumo di pane, di agnello,

/ della torta di mandorle e fichi / che piaceva a Giuseppe e a Gesù?

27 Non vorresti venire una volta / senza il manto e le insegne regali,
come quando vestivi nel borgo, / per e parlarci…e a prendere il tè ?

28 Sei l’emblema di tutte le madri, / e nel fuoco che t’arde nel petto,
c’è l’amore, la tua compassione / per chi soffre e speranza non ha.

29 Sei lucerna che cerca la dragma: / è quell’uomo svanito nel nulla
che tu vuoi ricondurre all’ovile / fare festa, gioire con lui.

30 In quest’anno di misericordia, / nel tuo grembo materno raduna
i fuggiti da casa, i dispersi. / Siamo ciechi, credenti a metà.

31 E’ il Signore che bussa alla porta, / vuol entrare, cenare con noi.
Come a Cana anche ora ripeti: / “Fate quello che lui vi dirà”. (Gv 2,5).

32 Camminando, si sporcano i piedi. / Questo fango si chiama “peccato”

/ e riguarda fedeli e pastori. / Dei fratelli caduti, pietà.

33 Questo è il tempo del grande perdono / nostalgia di far pace con Dio

/ che il  ritorno sospira ed attende. / Gioia immensa l’abbraccio con Lui.

34 Per tu tramite passa l’amore / di quel figlio che hai partorito,   l’inviato al mondo dal Padre / a redimere l’umanità.

35 C’è chi è schiavo dei sensi di colpa, / chi non osa tornare alla Chiesa.

/ Chiedi al Padre la liberazione / che guariscano le cecità.

36 Sei la figlia, l’eletta, la sposa / dell’ Eterno l’amata per sempre; sei il grembo in cui si fa carne / l’Uomo Nuovo, il Dio-con-noi.

37 Dopo il “sì”, ti ha coperto la Nube, / il tuo grembo quell’ombra / e ti ha resa dimora del Santo / che ha posto la tenda tra noi.

38 “Che avvenga di me come hai detto.” / C’è un miracolo in quelle parole,  perché nulla è impossibile a Dio.

/ E, da Vergine, lei concepì.

39 Sei ascolto, silenzio, stupore, / un’attesa riempita di Dio; / al segnale tu vibri di gioia. / Vorrei essere anch’io come te.

40 Per il grembo che lo ha generato, / ed il seno che lo ha allattato, or sei madre del genere umano, / noi fratelli di Cristo Gesù.

41 La tua prima domanda all’Eterno, / ora a te formuliamo, Maria: / come sia possibile ancora / concepire il suo Verbo pur noi.

42 Anche noi, abitati da Cristo, / siamo casa di Dio, il pietoso. / Per cambiarci il cuore di pietra, / Lui si serve, Maria, di te.

43 Tu icona del Figlio, del Padre, / ogni giorno c’insegni la via dell’amore che accoglie, che dona, / che si spende, che prova pietà.

44 Fedelissima al tuo Creatore, / sei colei che per grazia divina intercedi ed invochi il perdono / per chi ha perso la sua dignità.

45 Come madre di Cristo, Maria, / sei colei che conosce più a fondo / il mistero del darsi di Dio / crocifisso nel Figlio per noi..

46 Per tuo tramite passa l’amore / di quel Figlio che hai partorito,
l’inviato al mondo dal Padre, nuovo patto con l’umanità.

47 Nuova madre di tutti i viventi, / sono tanti i dolori del mondo…
Tu per noi hai compiuto l’innesto: / Dio è dentro, patisce con noi.

48 Ci hai donato Gesù, il necessario, / ora Cristo è tutto per noi; / egli è il nostro eterno destino, / questo mondo ha bisogno di Lui.

49 Nel Magnificat tuo, Maria, / tu ci canti che s’ è ricordato / del suo patto misericordioso / dei prodigi che ha fatto in te.

50 Anche noi lo gridiamo con forza:  / il Signore è aiuto e salvezza  mai di Lui  avremo timore. / Grazie, Madre, Egli è tutto per noi.

51 Tu, la umile serva di Dio, / prendi in mano la mia situazione… / Tu conosci il “nodo”… che opprime / la mia vita, la pena che ho.

52 Tu che mai abbandoni un tuo figlio / che ti chiama, t’invoca, ti vuole, / vieni a sciogliere il “nodo” che assilla

/ la mia vita, Ti prego, pietà.

53 Dolce madre del pronto soccorso / tu accogli, guarisci, conforti / chi è nel pianto, nel lutto, chi soffre, / vie d’uscita non trova,  non ha.

54 Nelle carceri c’è la tristezza, / il rimorso dei passi sbagliati, / l’amarezza di giorno e di notte. / Sono i “soli”, aspettano te.

55 Sei il sole che accende il mattino / e la luna che splende di notte.  nell’attesa del giorno beato / che tramonto mai più rivedrà.

56 Tu sei fonte che spegni la sete, / tu sei guida, la stella polare;  nelle prove non lasci mai soli / e conduci per mano a Gesù.

57 Ti chiediamo l’aiuto, Maria, / di aiutarci a vivere il Dono, / il regalo dell’ultima ora, / quella Cena in memoria di Lui.

58 Luminosi segnali Tu mandi / ad i cuori agitati, nel buio. / Dio non nega a nessuno una stella; tu sei quella che brilla di più.

59 Nella tua Assunzione, Maria, / mai la Chiesa vi ha letto un addio ma quel tuo rimanere per sempre, / radicale restare quaggiù.

60 Col tuo “eccomi” (Lc 1,26-35) / ora sei nostra; / nel tuo grembo s’è accesa la Vita, / quella umana del Verbo incarnato

/ e noi figli nel figlio Gesù.

60 Come parte del Tutto infinito, / scorre in noi quel pulsare vitale, fecondissima grazia divina, / giunta a noi attraverso di te.

61 Peccatori, pentiti e credenti, / dal di dentro, nel cuore avvertiamo le profonde radici del male, / pozzo oscuro di fragilità.

62 Ma lo Spirito Santo di Dio / che in noi vive, in noi prega e ci parla, / ci addita Maria come esempio / del “sia fatta la Tua volontà”.

63 O Signore, sei tu il mio Dio, / mi hai amato per primo e mi ami, / Tu mi cerchi, desideri, vuoi. / La mia anima ha sete di Te.

64 Porta Santa è la Madre di Dio / che ha introdotto il suo Figlio nel mondo. / Ci ha portato il grande Fratello

/ che per sempre con noi resterà (Mt 28,20).

65 Non sei porta soltanto del cielo / ma il portale di tutte le chiese; / tu introduci al cammino di fede / e conduci a Cristo Gesù.

66 La salvezza dell’uomo è una donna, / “benedetta fra tutte le donne“; / è beata “poiché ha creduto” / a parole inaudite quaggiù.

67 Sbalordita all’annuncio celeste, / s’inginocchia davanti al Mistero. / Poi lo accoglie, a lui si consegna / e il prodigio si opera in lei.

68 “Benedetto il frutto del grembo”, / il mistero di un grembo di donna, / una donna di nome Maria, / “una vegine concepirà” (Is  7,14).

69 Ha offerto il suo utero a Dio / e Lui fonda il suo Regno nel mondo: / la Salvezza a portata di mano. / E Bambino sarà il “factum est” (Gv 1,14).

70 E quel Figlio che “nasce da donna! / nella notte più notte del mondo, / è “il Verbo che s’è fatto carne” / e lei, Madre del “Dio-con-noi”.

71 Tu comprendi i nostri pensieri, / quel continuo montarci la testa, / sognatori di gloria e potere / i meschini discorsi tra noi.

72 Quando il cielo è rosso di sera, / noi diciamo; “bel tempo si spera”, / ma per leggere “l’oltre” ci occorre / quel grand’occhio di fede che hai tu.

73 Dilatare il Regno di Dio  / è missione di noi battezzati. / Alla gioia subentra l’affanno:  / non osiamo giocarci per Lui.

74 Chiesa nuova, aperta ai lontani, / ce lo chiede il Papa ogni giorno. / C’è bisogno di “far comunione” / per sentire presente Gesù.

75 Nel paese c’è tanto bisogno / di Parola di Dio masticata / e d’affetto, di gesti fraterni / se il Signore cammina con noi.

76 Da espressioni verbali di fede / non si lascia incantare nessuno. / Ma chi spende la vita per gl’altri, / è credibile molto di più.

77 La pazienza ci chiede il Signore, / fino al giorno del suo ritorno. / Ma è urgente educare alla fede / per far Dio contento di noi.

78 Forse in pochi è viva l’attesa /  e desidera andare all’incontro. / Giubileo è lampada accesa, / adornarsi per quando verrà.

79 Porta Santa, perdono, indulgenze… / perché al mondo non manchi il Vangelo. / Me se il mondo mancasse al Vangelo,

/ Gesù morto invano sarà.

80 “Spalancate le porte a Cristo, / Egli sa cosa c’è dentro l’uomo”. / Spesso l’uomo non sa cos’ha dentro: / che Dio vive e abita in lui.

81 Provenienti da luoghi diversi, / gli abitanti di questo paese / hanno casa nativa in comune: / il Battesimo, proprio così.

RITORNELLO

Tu sei, per testamento, / la Madre della Chiesa.
Vieni a sciogliere i nodi / di tante nostre schiavitù. 2 volte

oppure

Entra nella mia casa, / Donna che tutto puoi. / Vieni a sciogliere i nodi, / o Madre dell’umanità.

LA CHIESA E’ IL CALCO DI MARIA

Lo Spirito Santo, dicevano gli  oracoli dei profeti, avrebbe fatto di Israele un popolo di testimoni (Is 43,10.12.21).

Con l’effusione pentecostale dello Spirito, inviato da Gesù risorto (At 2,32-33), tale vocazione diviene eredità di “tutta la casa d’Israele”

che è ormai la chiesa di Cristo.

Perciò coloro che facevano parte della chiesa di Gerusalemme (gli apostoli, le donne, Maria e i fratelli di Gesù), dopo che “tutti” furono ripieni dello Spirito (At 2,1.4a), diventarono idonei a rendere testimonianza al Signor Gesù, ognuno secondo il proprio grado.

Da quel giorno anche Maria fu illuminata appieno dallo Spirito su quanto fece e disse Gesù. Da allora, è ragionevole pensare che ella cominciasse a riversare sulla chiesa i tesori che aveva fin lì racchiuso nello scrinio delle sue meditazioni sapienziali. Così anche la Vergine diveniva testimone delle cose viste e udite.

Commenta X. Pikaza: “Ella rende testimonianza alla nascita di Gesù, al cammino della sua infanzia: Gesù non sarebbe stato accolto dalla Chiesa nell’integrità del suo essere uomo se fosse mancata la testimonianza viva di una madre che lo aveva generato e allevato.

All’interno della Chiesa, Maria è una parte di Gesù…V’è qualcosa che né gli apostoli né le donne né i fratelli avrebbero potuto testimoniare. Spetta a Maria consegnare questa parola unica e insostituibile al mistero della Chiesa. Perciò ella appare in At 1,14”.

Luca lascia intravedere una non debole analogia tra la discesa dello Spirito su Maria all’annunciazione e sulla chiesa a Pentecoste. Il parallelismo di entrambe le situazioni può essere scoperto mettendo a confronto i rispettivi testi:

Annunciazione Pentecoste
Lo Spirito Santo, energia dell’altissimo (Lc 1,35) 

viene sopra Maria (Lc 1,35)

“E Maria disse:

L’anima mia magnifica il Signore;…

grandi cose ha fatto in me il Potente…”

L’energia dello Spirito Santo, dall’alto (Lc 24,49) 

scende sopra gli apostoli (At 1,8) tutti ne furono ripieni (At 2,4)

e cominciarono ad annunziare in altre lingue ( At 2,4.6.7.11)

le grandi opere di Dio,

come lo Spirito donava loro la capacità di esprimersi

I punti di contatto fra i due grandi eventi pare siano questi. Da una parte vi è Maria: adombrata dallo Spirito nell’intimo della propria persona (Lc 1,35), erompe quasi all’esterno, sulle montagne della Giudea, per annunziare le grandi cose compiute in lei dall’Onnipotente. Dall’altra vi è la Chiesa apostolica di Gerusalemme.

Corroborata dal vigore dello Spirito (Lc 24,49; At 1,8) mentre erano radunati all’interno della casa (At 2,2), lascia il suo ritiro per proclamare pubblicamente le grandi opere del Signore (At 2,4.6.7.11.12). L’illuminazione dello Spirito consente sia a Maria che alla chiesa di essere testimoni profetici di ciò che Dio ha fatto per il suo popolo.

All’annunciazione, l’angelo aveva rivelato alla Vergine che il nascituro dal suo grembo ad opera dello Spirito avrebbe regnato in eterno sulla casa di Giacobbe (Lc 1,31-33); la sua missione materna al riguardo del re-messia contraeva, quindi vincoli speciali verso il popolo di Dio del patto nuovo. E’ infatti, nel giorno in cui lo Spirito suscita la chiesa di Cristo come un’assemblea di “testimoni”, Maria siede tra i discepoli quale “madre di Gesù” (At 1,14; 2,1-4).

Luca, che tanto si era diffuso sulla vocazione di Maria nella genesi umana del Salvatore, non spende più di un versetto per lei, quando descrive l’intervento dello Spirito nella nascita della Chiesa. Eppure di quel frammento v’era il tutto. Guidata, infatti, dal medesimo Spirito, la nuova comunità dei credenti sarà sollecitata nel porre a confronto At 1,14 con il complesso narrativo del vangelo lucano. Il risultato sarà quello di riconoscere nella vicenda di Maria la filogenesi della Chiesa. La Chiesa è il calco di Maria.

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